Accatastamento impianto fotovoltaico: tutto ciò che devi sapere
L’installazione di un impianto fotovoltaico, sia residenziale che industriale, comporta non solo scelte tecniche e progettuali, ma anche l’adempimento di alcune formalità amministrative. Tra queste, l’accatastamento rappresenta una delle procedure essenziali per regolarizzare l’impianto e garantirne la conformità alle normative vigenti.
In questo articolo esploreremo cosa significa accatastare un impianto fotovoltaico, quali sono i requisiti principali e i passaggi necessari per completare questa procedura in modo corretto.
Cos’è l’accatastamento di un impianto fotovoltaico
L’accatastamento di un impianto fotovoltaico è il processo amministrativo attraverso cui l’impianto viene registrato presso il Catasto Fabbricati o il Catasto Terreni. Questo passaggio è fondamentale per regolarizzare l’impianto dal punto di vista fiscale e per adempiere agli obblighi previsti dalla legge.
Non tutti gli impianti fotovoltaici richiedono l’accatastamento. La necessità di procedere con questa registrazione dipende principalmente dalle dimensioni, dalla potenza dell’impianto e dalla sua destinazione d’uso. Per gli impianti di grandi dimensioni o quelli destinati alla produzione di energia per la vendita, l’accatastamento diventa obbligatorio.
Quando è necessario accatastare un impianto fotovoltaico
La normativa italiana stabilisce che l’accatastamento di un impianto fotovoltaico è richiesto nei seguenti casi:
- Impianti con potenza superiore a 3 kW: se l’impianto supera questa soglia di potenza, deve essere accatastato come “bene immobile” poiché è considerato parte integrante della struttura edilizia;
- Impianti destinati alla vendita di energia: gli impianti fotovoltaici utilizzati per la produzione e la vendita di energia elettrica sono considerati beni strumentali e, quindi, devono essere accatastati;
- Impianti di grandi dimensioni su terreni agricoli o industriali: per i parchi solari o gli impianti su terreni non edificati, l’accatastamento avviene presso il Catasto Terreni.
Gli impianti fotovoltaici installati su edifici residenziali e destinati esclusivamente all’autoconsumo, con potenze inferiori a 3 kW, generalmente non richiedono l’accatastamento, a meno che non si tratti di installazioni particolarmente complesse.
Come viene effettuato l’accatastamento
L’accatastamento di un impianto fotovoltaico segue una procedura specifica che varia a seconda della tipologia e della destinazione d’uso dell’impianto. Ecco i principali passaggi:
- Individuazione della categoria catastale: gli impianti fotovoltaici accatastati come beni immobili sono classificati nella categoria catastale D/1 (opifici) o D/10 (fabbricati strumentali per l’agricoltura), a seconda dell’uso. Per gli impianti installati su edifici residenziali, l’impianto viene generalmente considerato come pertinenza del fabbricato principale;
- Redazione della pratica catastale: per completare l’accatastamento, è necessario predisporre una pratica catastale. Questa comprende la compilazione del modello DOCFA, un documento che contiene informazioni dettagliate sull’impianto, come la potenza, la tipologia e la destinazione d’uso.
La pratica deve essere redatta da un professionista abilitato, come un geometra, un ingegnere o un architetto, che si occupa di inserire i dati richiesti e di presentare la documentazione presso l’Agenzia delle Entrate.
- Presentazione della documentazione: una volta completata la pratica DOCFA, il professionista incaricato presenta la documentazione all’Agenzia delle Entrate. In questa fase, è necessario allegare tutti i documenti tecnici e amministrativi relativi all’impianto, come il progetto esecutivo e le autorizzazioni rilasciate dagli enti locali.
- Aggiornamento catastale e verifica: dopo la presentazione, l’Agenzia delle Entrate verifica la documentazione e aggiorna i dati catastali dell’immobile o del terreno in cui è installato l’impianto. Una volta completata questa fase, l’impianto è ufficialmente accatastato e registrato.
Sebbene possa sembrare una procedura complessa, affidarsi a professionisti qualificati come quelli di ELVI S.p.a. permette di semplificare il processo e assicurare che ogni dettaglio sia gestito correttamente. Per le aziende e i privati che scelgono di investire nel fotovoltaico, regolarizzare l’impianto rappresenta non solo un obbligo, ma un’opportunità per massimizzare i benefici economici e ambientali della transizione energetica.
